San Benedetto

Impresa:
Diamante
Colori:
Bianco e azzurro
Sede:
Corso Biagio Rossetti, 5
Email:
Territorio:
Barriera di Porta Po, Viale Cavour (lato pari), Corso Ercole I D’Este (lato dispari), Mura degli Angeli fino alla Barriera di Porta Po
Presidente:
Massimiliano Castellazzi
Sito:

Prima del grande intervento urbanistico attuato nel 1492 (Addizione Erculea), l’area occupata da San Benedetto era divisa in tante piccole contrade, le più conosciute sono rimaste nei moderni toponimi come contrada del Mirasole – dove Ludovico Ariosto aveva la sua abitazione e la contrada del Guazzaduro (della Rosa); si trovano qui, concentrati, alcuni edifici considerati gioielli del Rinascimento, quali Palazzo dei Diamanti, di Giulio D’Este, Prosperi-Sacrati, Mosti, Turchi-Di Bagno e la chiesa di San Bendetto. L’impresa del diamante venne assunta da Ercole I, che modificò uno stemma di Niccolò III. Lo stemma raffigura un anello episcopale sormontato da un diamante avvighiato da due foglie ad un garofano rosso, che sostiuì l’originale margherita di Niccolò. Assumendo questa impresa, Ercole, volle celebrare la potenza raggiunta dagli Estensi attraverso la politica matrimoniale da lui stesso promossa. L’anello episcopale – che sta a significare il legame con lo Stato Pontificio – venne concesso a Nicolò III da Papa Martino V quando lo nominò gonfaloniere di Santa Romana Chiesa, Ercole lo ereditò e lo inserì nel suo stemma personale.


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Before of the big urban operation made in 1492 (Addizione Erculea), the area occupied by San Benedetto was split in a lot of small neighborhoods which the most known are still present in modern streets such as Contrada del Mirasole, where Ludovico Ariosto used to live, and Contrada della Rosa; in this area are present some buildings considered Reinassance jewels such as: Palazzo dei Diamanti, Palazzo di Giulio d’Este, Prosperi-Sacrati, Mosti, Turchi-Di Bagno and the San Benedetto church. The emblem containing the diamond was taken on by Ercole the first who edited a coat of arms belonging to Niccolò the third. The insignia represent a bishop’s ring with a diamond all encircled by a red carnation who replaced the original daisy belonged to Niccolò. By choosing this insignia, Ercole wanted to celebrate the power of Estensi’s family through a weddings policy wanted by himself. The bishop’s ring, that represents the binding with the State of the Church, was conceded by Pope Martino the fifth to Niccolò the third when he was appointed as gonfalonier of the Holy Roman Church; Ercole inherited this insignia ad decided to include it in his own coat of arms.

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